La scoperta della scrittura e l’attualità della scrittura a mano

 



Chi ha inventato la scrittura? 

Le prime forme di scrittura risalgono alla seconda metà del Quarto Millennio.

Benché si sia attribuita l’origine  della scrittura ai Sumeri, pare che non sia possibile affermarlo con certezza, considerato che tra il 3500 e il 3000 a.C. a causa di una eruzione solare o altro avvenimento che non conosciamo non è stata possibile la datazione del radio carbonio. Ma anche se la datazione dei reperti in quel periodo non può essere ricondotta ad un orizzonte ristretto e non possiamo sapere se effettivamente la prima esperienza  di scrittura con tavolette sia avvenuta con i Sumeri piuttosto che in Iran, o Egitto, è certo che la regione abitata dai Sumeri è stata la culla di una splendida civiltà. Sumer è il nome con cui Assiri e Babilonesi hanno chiamato la parte meridionale dell’Irak, ed è il luogo in cui si sviluppò la più antica civiltà urbana, in questa regione sorse intorno al 3000 a.C. l’antica Uruk,  prima vera città stato della  storia dell’umanità.

La prima scrittura prende il nome di “cuneiforme” perché i suoi segni hanno la forma di cunei o chiodi  derivanti dalle impressioni fatte con uno stilo triangolare su tavolette di argilla umida creando una caratteristica forma a punta. Il termine cuneiforme venne coniato nel XVIII secolo dall’orientalista Thomas Hyde combinando le parole latine cuneus (cuneo) e forma e (forma).


Immagine che contiene Artefatto, Beige

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 Tavoletta – Sumer 3.400 a. C, . resoconto di registri contabili, si ritiene che registri la distribuzione di razioni di birra


Le più antiche testimonianze del cuneiforme sono rappresentate da piccole tavolette di argilla  con impressi segni grafici che hanno valore di parole o di numeri; codici simbolici che servono per comunicare. La prima fase del processo di elaborazione della scrittura venne detta “pittografica” per la diretta corrispondenza tra la cosa rappresentata e il segno impresso. Col tempo i segni divennero sempre più stilizzati. Il sistema pittografico fu pian piano sostituito da un sistema più propriamente ideografico, in cui il simbolo è legato al suono fonetico della parola intesa, il carattere figurativo scomparve quasi totalmente con la prevalenza dell’elemento fonetico. Lo sviluppo della primitiva scrittura procedette dalla esigenza di registrare dati contabili e amministrativi, a fronte della crescita economica del periodo, ma divenne anche strumento di espressione di sentimenti ed emozioni tradotti in immagini e segni.

Nel processo di sviluppo della scrittura interviene un meccanismo linguistico che conosciamo anche oggi, come quello del rebus, in base al quale si associa per assonanza il disegno di una cosa con un’altra che ha lo stesso suono. Ad esempio, nel  disegno del riccio del capello e del riccio animale, in ambedue i casi vale lo stesso suono. Giocare con le parole e giocare con i suoni è qualcosa che facciamo anche oggi ed ha a che vedere col funzionamento del nostro cervello.

Secondo il prof. Pettinato verso il 2000 a.C. il cuneiforme venne introdotto in Anatolia, in Siria e Palestina e alla fine del XV secolo conquistò l’Egitto. Con la caduta di Ninive nel 612 a.C. il cuneiforme cadde in disuso nei territori dell’impero assiro  e fu soppiantato dalla grafia alfabetica aramaica, mentre a Babilonia rimase in vita fino all’epoca di Cristo. Di questa tecnica scrittoria si perse la traccia nei secoli successivi per più di mille anni; il mondo europeo ne riscoprì l’esistenza grazie al viaggiatore romano Pietro della Valle che in una lettera del 1621 scritta ad un amico fiorentino, raccontando della sua visita alle rovine di Persepoli in Iran, parla di tale scrittura dando copia di cinque segni. Dopo questa riscoperta seguì un nuovo periodo di silenzio; solo nel 1778 iniziò la fase di decifrazione che vide impegnati studiosi di tutta Europa. E tale era la passione con cui gli studiosi difendevano le proprie teorie che si racconta di aspre discussioni e anche di scontri fisici, con “ombrellate” scambiate tra i difensori delle diverse posizioni.  

La narrazione di una invenzione unica della scrittura in Mesopotamia con i Sumeri è stata in qualche modo rivista dagli studi più recenti con la scoperta della sua “invenzione” anche in Mesamerica con i Maya, e in Cina, in Egitto.  Le zone in cui la scrittura è nata in forma indipendente  sarebbero  quindi almeno quattro. Rimangono ancora molti misteri per le scritture della Valle dell’Indo, circa 4.000 anni fa, e dell’Isola di Pasqua, Rapa Nui, nel cui caso forse precedono l’arrivo degli europei, anche se non si può avere la certezza che si tratti di scritture vere e proprie o invece di narrazioni  iconografiche con figure e immagini su tavolette di legno fittamente inscritte.


Esempi di proto-scritture 


Immagine che contiene calligrafia, unghia/chiodo, legno

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Calligrafia asiatica – Shodò. - considerato un’antica forma di arte zen, un percorso di crescita interiore e non solo esercizio di bella scrittura


Immagine che contiene interno

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Tavoletta sumerica – Catalyst: I segreti dell’Antica Mesopotamia in ABC Help https://www.abc.net.au/education

 

Immagine che contiene Artefatto, cavallo, Intaglio, statua

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Sigillo della civiltà della Valle dell’Indo -  Indus Valley @MetMuseum.org- scrittura non ancora decifrata: nonostante numerosi tentativi, nessun linguista, ricercatore, esperto, è riuscito a decifrare questi simboli; le ipotesi spaziano da una origina indo ariana a connessioni con altre scritture come il sumero.


Immagine che contiene arte

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Esempio di Rongorongo, un sistema di glifi scoperto nel XIX secolo sull’isola di Pasqua – “Tavoletta Mamari” l’unica la cui funzione di calendario lunare è stata certificata. Questo sistema di scrittura o proto-scrittura rimane in gran parte indecifrato. 

 

Immagine che contiene disegno, cartone animato, illustrazione, schizzo

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Riproduzione di pagine da un Codice Maya, la scrittura è un sistema logosillabico, l’immagine è parte del Codice di Dresda. Sächsische Landesbibliothek (SLUB), biblioteca statale di Dresda, in Germania

Gli studi sulle prime forme di espressione della scrittura si allargano a quelli sull’arte preistorica e al bisogno che ha sempre avuto l’umanità di trascrivere il pensiero con i mezzi a disposizione. Le ricerche  portano a riflettere sul significato delle pitture murali di 40.000 anni fa in cui immagini di uomini e animali sono accompagnate a segni geometrici, la cui associazione sembra rinviare all’intento di volere trasmettere un messaggio specifico.Fin dall’inizio fu compreso il valore della scrittura capace non solo di essere utilizzata a fini amministrativi per la registrazione contabile di merci e beni, ma anche come efficace strumento di espressione di sentimenti e desideri dell'animo umano e non solo anche come supporto  di accordi e trattative politiche che grazie al suo utilizzo acquistavano una certezza che le parole da solo non hanno.

La celebre poesia d'amore in sumero ritrovata su una tavoletta cuneiforme, il Canto d'amore di Inanna e Dumuzi risale al  III millennio a.C. – Sumer -  narra la storia d'amore tra la dea Inanna e il pastore Dumuzi. 

Si lavò e si unse con olio profumato.
Indossò la candida veste regale.
Apprestò la sua dote.
Si cinse il collo dei preziosi grani di lapislazzuli.
Prese in mano il suo sigillo.

Inanna gli aprì la porta.
All'interno della casa si parò splendente innanzi a lui
Come la luce della luna.
Dumuzi la guardò esultante.
Premette il suo collo contro il collo di lei.
La baciò.

Dumuzi attendeva ansiosamente.


Questa antica composizione, insieme ad altri testi poetici mesopotamici come il Canto d'amore di Shu-Sin, sono tra le più antiche testimonianze di poesia d'amore scritta. Un omaggio alla profondità emotiva e alla bellezza dei sentimenti, mettendo in luce l’importanza della parola scritta e la sua capacità di resistere nel tempo.


Poesia d'amore

La tavoletta contiene la poesia d’amore risalente a circa il 2030 a.C.  “La canzone d’amore di Shu-Sin”

Immagine che contiene Artefatto, statua, scultura, arte

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Tavoletta sumera che rappresenta il Matrimonio di Inanna e Dumuzi 

Il valore della parola scritta e la sua capacità di rendere più forte e convincente ciò che viene espresso con la voce era stato ben compreso come testimoniato nel poema sumerico “Enmerkar e il signore di Aratta”; il messaggero di Uruk dice alla presenza del re di Aratta che la scrittura “ha forma di chiodo, la sua struttura trafigge”,  invitando  il sovrano a “penetrare” il cuore della parola scritta che non è semplicemente traduzione della parola detta ma  esprime con forza e intensità il significato della mente che l’ha prodotta, e per questo trafigge come fosse un’arma che penetra nel corpo.

La scrittura è stata una “invenzione”, il suo uso e diffusione è’ stato permesso grazie al lavoro degli scribi.  Sappiamo come fosse lungo e difficile il curriculum studiorum dei giovani apprendisti scribi di quel passato lontano, che ben comprendevano il valore del loro compito e come la scrittura rappresentasse un segno distintivo della civiltà e della cultura sumerica. Di seguito un documento di uno scriba orgoglioso della sua arte che è stato intitolato da A. SJoberg “L’elogio dell’arte della scrittura”:

L’arte della scrittura è la madre degli oratori, il padre dei maestri; l’arte della scrittura è appassionante, non ti sazia mai; l’arte della scrittura è difficile da imparare, ma colui che l’ha appresa avrà il mondo in mano. Cura l’arte della scrittura, ed essa ti arricchirà; sii diligente nell’arte della scrittura, ed essa ti riempirà di ricchezza e abbondanza. 

Immagine che contiene Viso umano, persona, vestiti, arte

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È un’ode all’arte della scrittura, al grande valore formativo, ne sottolinea la difficoltà iniziale dell’apprendimento ma anche il grande ruolo sociale che assicura, a chi la padroneggia, potere e ricchezza, sottraendo l’uomo alla schiavitù del lavoro; essa infatti viene considerata non come mero strumento ma come un’arte che solo pochi, diligenti privilegiati, possono intraprendere. Nelle civiltà mesopotamiche la scrittura era una pratica sacra fondamentale nella elevazione sociale.

La scrittura oggi

Sembra che oggi la morte della scrittura sia vicina; benché siamo quelli che nella storia dell’umanità usano la scrittura in modo più  diffuso, ne deleghiamo l’uso sempre maggiore ai dispositivi elettronici, lasciando il controllo ad una tastiera, ad una chatgpt, a strumenti che non sono il nostro cervello. La nascita della scrittura – circa 5000 anni fa – è piuttosto recente considerando la storia dell’umanità. Ha consentito lo sviluppo della civiltà con tutto ciò che ne consegue, dunque le conquiste tecnologiche che fanno ormai parte della nostra vita. Non sappiamo come si evolverà questo cambiamento e se davvero si arriverà alla morte della scrittura, come taluni prevedono. Oggi non possiamo fare a meno dei mezzi a nostra disposizione e scrivere al computer è una pratica generale, ci troviamo in una fase di cambiamento ma non dobbiamo preparare il funerale alla vecchia scrittura a mano che invece può essere destinata ad accompagnare la rivoluzione tecnologica in nuovo cammino dell’umanità. La tecnologia è un aiuto, un supporto alla creatività del cervello e alle intuizioni che esso può avere originali e personali, uniche e non riproducibili. Così accade agli scrittori che delineano a mano la trama delle loro idee e della narrazione che hanno in mente demandando alla tastiera il compito di sistematizzare quello di cui hanno preso visione con gli occhi della mente. 

La scrittura a penna segue il flusso dei pensieri. Ti spinge ad andare avanti, a non voltarti indietro, ma ad inseguire le parole mentre nascono. Se ti interrompi, se torni su ciò che hai scritto, hai la sensazione di aver perso il ritmo. Per questo essa è più adatta al momento creativo. Con il computer, invece, si è portati a rileggere subito, a cambiare una parola, ad aggiungere o cancellare: in pratica, a revisionare il testo mentre lo si sta ancora scrivendo.

Per questi motivi la scrittura a mano non pare destinata a scomparire ma certo avrà bisogno di cura e protezione perché possa conservare quello spazio privilegiato di espressione della complessità dinamica della mente e della originalità ed esclusività del soggetto scrivente.

 

 

CONSULTAZIONI 

Giovanni Pettinato – I Sumeri Bompiani ed.
You tube prof. Massimo Vidale – L’invenzione della scrittura e la nascita della civiltà
You tube prof.ssa Silvia Ferrara – Com’è nata la scrittura?
https://www.ilcerchiodellaluna.it/central_Dea_evamori.htm -  Canto d'amore di Inanna e Dumuzi
You tube Presentazione dello studio “Le neuroscienze dietro la scrittura” Fondazione Luigi Einaudi
 

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